Uno dei campi maggiormente significativi dell’intervento osteopatico riguarda l’approccio neonatale.
Ci si potrebbe chiedere :” ma cosa potrebbero mai avere quelle tenere creature appena nate …?”
Il primo forte “trauma” della vita è il parto, soprattutto se con qualche complicanza.
Il neonato subisce delle compressioni importanti dal momento in cui si incanala fino alla nascita soprattutto a livello del cranio, che sovente assume delle forme particolari che testimoniano il maltrattamento subito.
Queste “ deformazioni” momentanee sono dovute alla grande plasticità delle ossa della scatola cranica che risulta essere fondamentale per permettere il passaggio dalla vita intrauterina al mondo esterno.
Il più delle volte, grazie all’avvio del meccanismo respiratorio, al pianto e alla suzione, la testolina ritrova la sua forma nel giro di qualche giorno.
Capita però che da solo il corpo non riesca a reagire a questo stato di “compressione” e abbia bisogno del lavoro osteopatico per facilitare il recupero.
In maniera molto grossolana si può asserire che queste compressioni craniali vadano a perturbare alcune strutture importanti del cranio da dove fuoriescono vasi e nervi fondamentali per assicurare un buon drenaggio, un buon trasporto di sostanze nutritive, informazioni nervose (neuro-vegetativo) destinate a un migliore funzionamento della sfera organico-viscerale, mio-fasciale (muscoli e tendini), e cosi via.

Pediatrica

Un esempio su tutti è quello riguardante la compressione molto frequente a livello della sutura occipito-mastoidea ( congiunzione tra l’osso occipitale e il temporale), dove la relazione tra le due ossa genera un forame che prende il nome di foro lacero posteriore o foro giugulare da dove fuoriescono il 9°,10° e 11° nervo cranico e la vena giugulare che drena l’80 % del sangue refluo del cranio.

9° n. glosso-faringeo: informazione per la faringe (deglutizione, fonazione, suzione);

10° n. vago: responsabile del controllo della sfera organico-viscerale;

11° n. accessorio: informazioni per i muscoli del collo (sterno-cleido-occipito-mastoideo, trapezio);

 

Dal territorio di innervazione di questi nervi si può comprendere come una loro anomala sollecitazione/irritazione possa generare cattivi funzionamenti di quelle determinate zone e dei relativi apparati. Ciò che ne consegue sono tutti quei disturbi quali colichette, rigurgiti, stipsi, torcicolli, e manifestazioni che creano malessere al bimbo e che, solitamente, sono considerati sintomi tipici di quella fascia d’età.
In un apparato in via di formazione e adattamento al nuovo ambiente esterno e al nuovo modo di vivere, alcuni squilibri momentanei possono considerarsi fisiologici, ma quando questi sono frequenti ed importanti tanto da condizionare negativamente bimbi e genitori, la soluzione potrebbe essere l’osteopatia.
Le tecniche che si usano sui neonati non sono assolutamente dannose, dolorose o invasive, la forza impressa dalle dita dell’osteopata è paragonabile al peso di una moneta poggiata sul corpo del bimbo … le coccole che normalmente si fanno sono più “aggressive”.
I bambini nei primi mesi sono molto recettivi, cambiano immediatamente. Non ci sono controindicazioni al trattamento osteopatico, e i bimbi si possono riarmonizzare sin dai primissimi giorni di vita.
Talmente sicura ed efficace è l’osteopatia neonatale che in alcune Nazioni è inserita nello screening ospedaliero che si esegue di prassi sui nascituri, anche a scopo preventivo.
Di seguito alcuni esempi delle forme che può assumere la testolina del neonato nei primi mesi di vita (visione dall’alto):