La medicina osteopatica si caratterizza e si differenzia dalle altre metodiche riabilitative per il suo approccio globale e non sintomatico, occupandosi dell’individuo sofferente nella sua interezza. Lo scopo di ogni trattamento è quello di ricercare, quando è possibile, la causa principale del problema e non soffermarsi solamente alla parte dolente. La disfunzione che genera malessere, infatti,  si può trovare, a volte, ben lontano dalla parte del corpo del cui dolore si lamenta il paziente…“L’osteopata non cura il polso del paziente ma l’individuo intero che trovandosi fuori dal suo equilibrio sta male”.
Questo modo di “occuparsi” di un essere vivente porta a dei risultati risolutivi o comunque duraturi nel tempo. Diversamente, lavorando solo sul sintomo, sulla conseguenza e non sulla causa cardine, si andrà inevitabilmente incontro a delle recidive.
L’osteopata si avvale esclusivamente delle proprie mani per la ricerca e la correzione della disfunzione senza ricorrere all’utilizzo di farmaci che, tuttavia, non rifiuta o demonizza nel momento in cui il medico, con il quale collabora volentieri, ritiene opportuno prescriverne.
Il professionista valuta con le mani i vari distretti corporei, guidato da un attenta conoscenza dell’anatomia e della fisiologia e, una volta individuato il problema, adopera la giusta tecnica manuale scelta in funzione del tipo di paziente che ha di fronte. Per questo, l’osteopatia può essere rivolta al tenero neonato, al forte sportivo o al fragile e vissuto anziano, ad ognuno la sua tecnica.
La durata delle sedute varia dai 30 ai 60 minuti, mentre la frequenza tra ogni seduta varia dai dieci ai trenta giorni, in base al problema, ed alla reazione del paziente. Spesso, può essere sufficiente anche una sola seduta per risolvere le cose.
L’osteopata accoglie il paziente con un’anamnesi, ascolta i motivi del consulto, indaga la storia clinica, cerca di comprendere lo stile di vita, effettua domande mirate sui vari distretti corporei, sulla loro funzionalità, valuta eventuali esami diagnostici, ecc.

2

Conclusa l’anamnesi, si passa alla visita, effettuando una serie di test ortopedici, neurologici (non allo scopo di fare diagnosi ma per accertarsi che il caso sia di sua competenza ) ed osteopatici.
Individuate le disfunzioni principali, l’osteopata esegue le correzioni, mai invasive e dolorose, ma che, quasi sempre, danno un’immediata sensazione di libertà. Inoltre, qualora lo ritenga opportuno, può concludere l’incontro con dei consigli alimentari momentanei, che facilitino il riequilibrio dell’ organismo nei giorni successivi al trattamento, e con consigli sullo stile di vita in genere.
Può capitare che subito dopo il primo trattamento osteopatico, il paziente si senta “strano” per alcuni giorni: la cosa è del tutto normale, anzi, paradossalmente, è da considerarsi un segnale positivo che indica che il trattamento inizia a fare effetto e che il corpo inizia a reagire e, rotto un equilibrio, deve cercarne uno nuovo e riadattarsi per stare meglio.

La funzione del medico osteopata è a volte curare, spesso dare sollievo, sempre dare conforto

(Fondamenti fisiologici della medicina osteopatica, Keith A. Buzzel, Elliott Lee Hix, Irvin M. Korr)